Il giacimento fossilifero di Logone, primo in
Lombardia, fu scoperto nel 19 39 da Luigi Maglia. La raccolta sistematica seguì
negli anni 1945-46, e portò alla luce circa 2000 pezzi con 7 5 forme fossili.
Lo studio stratigrafico e paleontologico venne curato da Sergio Venzo (194 7),
e l'imponente collezione fu affidata per la conservazione al Museo di Storia
Naturale di Milano.
Uno studio, a
carattere prevalentemente geomorfologico, della zona, offre l'occasione di
rivisitare il canalone che, dalla strada di V. Sanagra, sale all'Alpe Logone e
di rinvenire alcuni scisti antraci tosi fossiliferi nel materiale di scarico
delle gallerie, attrezzate durante l'ultima guerra per il tentativo di
estrazione industriale del carbone.
Qui si descrivono
in modo elementare i 10 generi identificati e se ne dà, per alcuni,
l'illustrazione fotografica; con l'augurio che i rinnovamenti in corso presso
le sale di geo-paleontologia del Museo di Milano offrano presto al pubblico
l'opportunità di visitare almeno in parte la raccolta Maglia-Venzo; e in
particolare che venga finalmente pubblicata la Memoria, auspicata da Venzo,
sulla flora carbonifera di Logone.
Il sistema
Carbonifero ( Conybeare, 1822) prende il nome dall'enorme rinvenimento di
carbone nei suoi letti, accumuli di materiale carbonioso di derivazione
vegetale. Il periodo, durato 65 milioni di anni, è compreso tra 345 e 280 m.a.
Secondo la natura dei sedimenti, i geologi distinguono una facies marina
(tipica della Russia) e una facies
marino-continentale (tipica dell'Europa Occidentale). Le facies lombarde e del
Canton Ticino (Manno, Logone, Bedero) hanno carattere continentale. La scala
cronostratigrafica è riassunta dallo schema seguente:
Permiano
|
sup.
|
Stefaniano
Westfaliano
Namuriano
|
|
Carbonifero
|
|||
Devoniano
|
inf
|
Viseano
Tournaisiano
|
|
![]() |
| Fig. 1 - Localizzazione del del giacimento. Il rettangolo rappresenta la parte ingrandita nella fig. 2. |
Notiamo che la
fase tettonica contemporanea al periodo Carbonifero è la grande orogenesi
ercinica, iniziata alla fine del Devoniano. E le rocce carbonifere che
affiorano in Lombardia, conglomerati e arenarie, derivano dalla degradazione
dei primi rilievi ercinici. I conglomerati vengono definiti dagli AA.
"aporfirici", in quanto sono caratterizzati dall'assenza di porfidi
quarziferi, a differenza di quanto avviene nei soprastanti conglomerati del
Permiano.
Percorrendo
l'itinerario che da Menaggio (Lago di Como) ci porta a risalire la Valle
Sanagra fino al Logone, esaminiamo nell'ordine le seguenti formazioni:
-calcari marnosi
(Norico);
- calcari
dolomitici (Norico): questa facies, avvicinandosi alla grande linea di faglia,
presenta numerose fratture minori, con bellissimi esempi di specchi di faglia.
In contatto con la grande linea di faglia, la dolomia si presenta per alcuni
metri fortemente brecciata; linea di faglia "insubrica";
-serie del
Carbonifero: arenarie con lenti di scisti carbonioso-antracitosi fossiliferi e
conglomerati. La serie è trasgressiva e discordante sul basamento cristallino
immediatamente seguente;
- micascisti
cloriti ci e successivamente micascisti quarziferi della "serie dei
laghi" (Paleozoico inferiore o Arceaico).
Gli strati si
presentano quasi verticali (85° con immersione a sud): tale raddrizzamento,
unitamente alle riduzioni e elisioni delle serie interposte lungo la grande
linea di faglia, si deve attribuire alla fase tettonica dell'orogenesi alpina
(Mesozoico-Cenozoico), allorchè il movimento tangenziale con direzione sud-nord
venne ostacolato dall'antichissimo massiccio del "cristallino dei
laghi".
Il processo di fossilizzazione è naturalmente
quello della "carbonizzazione", con riduzione del tessuto organico a
residuo carbonico.
La documentazione
paleontologica (Venzo, 1947) permette l'attribuzione della flora al Westfaliano
superiore.
Lo schema
esplicativo seguente inquadra tassonomicamente lo studio sistematico, a livello
generico.· Concludo gli appunti con una brevissima descrizione diagnostica.



Nessun commento:
Posta un commento